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Oggi sciopero dei taxi di 24 ore. Salvini convoca i sindacati – Notizie – Ansa.it

    Città a rischio paralisi oggi con il primo sciopero dei taxi in questo nuovo anno da Nord a Sud della Penisola, con l’eccezione dell’Umbria. I tassisti, aderenti ad una ventina di sigle sindacali, incrociano le braccia dalle 8 alle 22 per manifestare contro il governo e contro l’ingresso nel settore di multinazionali come Uber.

    A Roma sono arrivati in piazza di Montecitorio alcune centinaia di tassisti in corteo da Fiumicino. “Siamo noi, siamo noi i tassisti dell’Italia siamo noi” intonano in coro i manifestanti. In piazza anche bandiere tricolore con scritto taxi. Esplose anche alcune bombe carta con il boato sentito anche all’interno della Camera. Accesi fumogeni colorati, area blindata dalle forze dell’ordine. 

    “Ho convocato le associazioni domani. Non ho voluto interferire, quindi è giusto che ognuno rivendichi quello che ritiene di rivendicare. Domani pomeriggio ho convocato tutte le sigle dei taxi al Ministero”, ha detto il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. Poi ha aggiunto: “In questi tre anni ho fatto tavoli di confronto molto complicati, balneari, Ponte sullo Stretto, Alta velocità, espropri… Ma le riunioni più impegnative sono state quelle fra taxi ed Ncc, sono state delle avventure. In un bel posto ci devi arrivare…”. 

    Anche a Milano i taxi in sciopero contro le multinazionali private

    Anche a Milano taxi fermi per lo sciopero nazionale indetto dalla categoria contro “le multinazionali private”, in primis Uber, “che puntano a sostituire un servizio pubblico con piattaforme guidate da algoritmi e logiche di profitto”, spiega un volantino distribuito ai cittadini. Alla fermata taxi della stazione Centrale sono pochi i clienti in attesa delle auto bianche, soprattutto stranieri ignari dello sciopero che sono appena arrivati in città con il treno e vengono indirizzati ai mezzi pubblici, metropolitane e tram.

    “Da tempo chiediamo al governo e ai ministeri competenti d’intervenire per completare una legge dello Stato che deve contrastare l’abusivismo nel trasporto pubblico locale non di linea – spiegano i tassisti -. Ma il governo resta a guardare, i ministeri non intervengono e i parlamentari di maggioranza e opposizione giocano a rimpiattino con il nostro futuro e i nostri sacrifici. Nel frattempo le multinazionali cannibalizzano il servizio pubblico taxi, calpestando i diritti di chi lavora ogni giorno sulla strada e mettendo a rischio l’utenza attraverso i loro algoritmi”.

    ‘A Firenze adesione è totale’

    “A Firenze l’adesione è totale”. È quanto ha dichiarato il presidente nazionale Uritaxi e presidente 4390 Taxi Firenze Claudio Giudici, in riferimento allo sciopero di oggi dei taxi. Tra le richieste la tutela del servizio pubblico, norme che regolino le piattaforme tecnologiche oltre al completamento della legge 12/2019 contro l’abusivismo. “Ci sono davvero pochi taxi oggi in città – ha aggiunto Giudici -. Se dicessi che la percentuale è del 99% sarei basso, perché oggi c’è veramente una adesione totale. Le uniche vetture che stanno lavorando sono quelle dedicate alla tutela delle fasce deboli, come gli anziani e coloro che si devono recare in ospedale: tra l’altro abbiamo deciso che il ricavato dei tassisti operativi andrà in beneficenza”. Giudici ha spiegato che a Roma, per la manifestazione nazionale, ci “sono tassisti da tutta la Toscana. Dobbiamo avere più tutele e chiediamo che il governo presti fede agli impegni presi”. A Firenze anche dal 4242 si parla di “un’adesione molto alta.
    Garantiamo i servizi essenziali, come per coloro che devono urgentemente andare in ospedale”.

    A Torino ‘adesione in massa’

    E’ praticamente totale a Torino l’adesione allo sciopero nazionale dei tassisti. Lavora soltanto chi, come previsto dalla legge, deve garantire i servizi essenziali. Gruppi di tassisti hanno sfilato in corteo da piazza Vittorio Veneto, dove hanno lasciato le auto bianche parcheggiate, fino a piazza Castello. Una delegazione è stata ricevuta in prefettura.

    “E’ uno sciopero sacrosanto. Il governo deve mettere ordine nel settore, servono regole chiare contro l’abusivismo e la tutela del servizio taxi come servizio pubblico locale. Il silenzio delle istituzioni non è più tollerabile. Le multinazionali con le loro tariffe e il loro algoritmo stanno destrutturando completamente il servizio pubblico” spiega il presidente di Taxi Torino Roberto Sulpizi. “Continuiamo a vedere in giro per la città noleggi con conducenti provenienti da qualunque comune, addirittura da fuori provincia. Per bypassare le regole usano le app. Oggi l’algoritmo pompa il costo della corsa e la triplica. Dall’aeroporto fino in città la piattaforma Uber oggi, dal momento che mancano i taxi, chiede 140 euro rispetto ai 40 euro della tariffa comunale” afferma Roberto Rocco, amministratore delegato di Taxi Torino.

    Protesta dei tassisti a Bari, le auto si spostano in stazione e aeroporto

    E’ terminato davanti alla Prefettura di Bari, ma si è spostato in stazione e in aeroporto, il presidio dei tassisti aderenti a Usb nell’ambito dello sciopero nazionale della categoria proclamato da numerose sigle sindacali. Lo comunica il sindacato spiegando che alcune decine di auto bianche si sono spostate di fronte alla stazione centrale del capoluogo pugliese e all’aeroporto di Bari-Palese, dove continueranno a manifestare fino alle 22 di stasera contro “la concorrenza sleale delle multinazionali” fra le quali Uber.

    Intanto stamattina, proprio in piazza Libertà, i tassisti hanno incontrato l’assessore comunale allo Sviluppo economico, Pietro Petruzzelli. “Quello con la categoria – ha spiegato Petruzzelli dopo il vertice – è un rapporto costante e continuo, abbiamo fatto l’ultima riunione una decina di giorni fa. Ci confrontiamo sempre su come migliorare il servizio, perché i tassisti sono il biglietto da visita della città e sono le prime persone che incontrano i turisti”.

    “L’amministrazione comunale è vicina alla categoria – ha evidenziato Petruzzelli – ma parallelamente chiede a tutti di rispettare le regole”. Ai conducenti, che chiedono di intensificare i controlli, Petruzzelli ha garantito che “facciamo diverse verifiche e cerchiamo sempre di tutelare chi le regole le rispetta. Il Comune ritiene che la migliore maniera per consistere sia far rispettare la legge”. 

    Settimana delicata per i trasporti locali

    Settimana delicata per i trasporti, a causa di alcuni scioperi che si svolgono a livello territoriale. Oggi 13 gennaio – oltre ai taxi – si ferma per 24 ore in Umbria il personale della società Busitalia Sita nord.

       Trasporto merci fermo il 14 per una giornata che coinvolgerà il personale della società Dinazzano Po e della Captrain Italia. Il 15, invece, protesta per 24 ore il personale delle società del gruppo Atm di Milano.

       Il tpl torna a fermarsi il 16 in Molise (5 ore delle aziende del servizio extraurbano), a Roma le autolinee Scoppio (4 ore) e autoservizi Russo; 24 ore di stop dei bus delle società Segesta a Palermo, Etna trasporti a Catania, Interbus a Enna.

       Gli scioperi proseguiranno per tutto il mese: il 23 gennaio si ferma per 8 ore il personale della società Trenitalia omcc di s.Maria la bruna (Napoli) e il 29 per tutta la giornata il personale della Conerobus di Ancona. Infine il 30 per 8 ore incrocia le braccia il personale di Rfi – circolazione e orario area di Bologna, e per 4 ore i lavoratori delle autolinee Gallo, Giamporcaro, Sais.

      Ultimo sciopero del mese infine, il 31 gennaio, riguarda il trasporto aereo con lo stop di 4 ore dei controllori di volo dell’Enav di Verona airport. La protesta ha valenza interregionale.

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