Un centinaio di manifestanti ha fatto irruzione ieri nel primo pomeriggio, intorno alle 14, nella redazione di Torino del quotidiano La Stampa, in via Lugaro. È accaduto in una giornata in cui la sede era vuota, dal momento che i giornalisti avevano aderito alla giornata di sciopero, indetta dal sindacato di categoria per il rinnovo del contratto.
L’entrata dei manifestanti nella redazione è avvenuta quando dal corteo in corso per lo sciopero generale si è staccata una parte, una frangia più violenta. Si sarebbero mossi come in un assalto, urlando “Free Palestine” e “Giornalisti complici dell’arresto in Cpr di Mohamed Shahin”, in riferimento a un imam di Torino, per cui nei giorni scorsi era stato emesso un decreto di espulsione.
All’interno della sede del quotidiano sono state fatte scritte con vernice spray e del letame è stato lanciato contro i cancelli. Pile di giornali e di libri sono state buttate giù dalle scrivanie da manifestanti in parte a volto coperto, tra slogan quali “Giornalista terrorista, sei il primo della lista” e “Giornalista ti uccido”. Solidarietà bipartisan ai giornalisti del quotidiano.
Un centinaio di manifestanti assalta la sede della Stampa
Sono una trentina le persone identificate dalla Digos dopo l’assalto di ieri alla redazione torinese del quotidiano La Stampa, in via Lugano. Le prime identificazioni sono arrivate dall’analisi dei filmati acquisiti. Secondo quanto si apprende, tra gli identificati figurano attivisti del centro sociale Askatasuna e dei collettivi studenteschi Collettivo universitario autonomo e Kollettivo studentesco autorganizzato, riconducibili sempre al centro sociale. Tra le persone identificate, a quanto si apprende, c’è anche il sedicenne che era stato fermato e ammanettato davanti al liceo Einstein durante gli scontri tra studenti di sinistra e di destra. La Digos prosegue il lavoro per dare un volto agli altri partecipanti all’irruzione. Al momento non risultano ancora denunce.
Un centinaio di manifestanti assalta la sede della Stampa
“Desidero esprimere solidarietà a nome della Città di Torino a tutta la redazione, alle lavoratrici e ai lavoratori del quotidiano La Stampa. L’intrusione e i danneggiamenti che si sono verificati sono inaccettabili e ci auguriamo che i colpevoli vengano al più presto individuati e perseguiti dalle forze dell’ordine. Quanto è accaduto non ha nulla a che vedere con il diritto a manifestare pacificamente le proprie idee ed è ancora più grave perché colpisce un simbolo del diritto alla libera informazione, che è uno dei pilastri della nostra democrazia. Episodi simili nella nostra città non possono essere tollerati”, ha detto il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo.
“Quanto accaduto alla redazione de La Stampa di Torino è inaccettabile. Ancora una volta c’è chi confonde il diritto al dissenso e all’espressione delle proprie idee con la violenza, gli attacchi e la devastazione. Atti che sono particolarmente odiosi quando hanno come obiettivo l’informazione, che è per tutti baluardo di libertà e democrazia. A La Stampa e ai suoi giornalisti, la mia piena solidarietà per quanto accaduto ad opera dei soliti facinorosi a cui va invece la mia assoluta condanna”, ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.
“Se manifesti per dire che un imam è ‘non violento’ e lo fai devastando una redazione, smentisci te stesso: la tua protesta perde credibilità e diventa una conferma, non una difesa”. A dirlo è il presidente del Consiglio regionale del Piemonte, Davide Nicco, dopo l’irruzione di un gruppo di manifestanti, ieri pomeriggio, nella redazione della Stampa, durante un corteo nel giorno dello sciopero generale, mentre i giornalisti del quotidiano erano assenti, per lo sciopero di categoria. “Manifestare è un diritto sacrosanto: usare la violenza, intimidire e distruggere non lo è”.
Un centinaio di manifestanti assalta la sede della Stampa
Nicco esprime piena solidarietà ai giornalisti e a tutto il personale del quotidiano e auspica che i responsabili vengano identificati e perseguiti rapidamente, “perché episodi così gravi non restino impuniti”.
“Nel condannare con assoluta fermezza l’intrusione violenta di una cinquantina di antagonisti avvenuta nella redazione torinese del quotidiano La Stampa, rivolgo al
direttore Andrea Malaguti e a tutti i giornalisti, la sincera solidarietà mia personale e del Senato della Repubblica”, afferma il presidente del Senato, Ignazio La Russa.
“L’irruzione di un gruppo di antagonisti nella sede de La Stampa a Torino è grave e da condannare nel modo più fermo. Desidero manifestare solidarietà al direttore Malaguti e a tutta la redazione. La libertà di stampa è sacra, fondamento della nostra democrazia, ed è incredibile che ci sia chi la voglia calpestare con violenza. Spero che i colpevoli siano presto assicurati alla giustizia e si chiarisca quale idee totalitarie li animano”, dichiara il presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, Lucio Malan.
Anche il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami esprime solidarietà al quotidiano torinese. “Quanto accaduto nella sede torinese de La Stampa rappresenta un attacco gravissimo non solo a un edificio, ma alla stessa libertà di stampa. Un’azione di intimidazione che colpisce la libertà di informare e il diritto dei cittadini a essere correttamente informati. A nome del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera, desidero esprimere – afferma Bignami – piena e incondizionata solidarietà al direttore, alla redazione e a tutto il personale de La Stampa. Chiediamo che venga fatta al più presto luce sui responsabili e che chi ha compiuto questa intimidazione risponda davanti alla legge”.
“L’incursione di “antagonisti” nella redazione de “La Stampa” è un gesto inaccettabile che costituisce un evidente attacco alla libera informazione. Non si era mai visto, se non in tempi passati e cupi, un gesto così grave. Ci auguriamo che i responsabili siano individuati al più presto. Esprimo la solidarietà mia personale e delle senatrici e dei senatori del Pd al direttore Andrea Malaguti, ai giornalisti, e a tutti i dipendenti del quotidiano”. Lo scrive il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia.
Solidarietà a La Stampa, a tutta la redazione e al direttore, per la grave aggressione subita viene anche dal deputato e presidente del Copasir, Lorenzo Guerini: “chi usa violenza contro altri per affermare le proprio idee non può essere tollerato e va isolato”, afferma.
“La mia solidarietà e quella di Azione al direttore de La Stampa, Andrea Malaguti, e a tutti i giornalisti colpiti da una intollerabile aggressione “.Lo afferma il leader di Azione Carlo Calenda.
“Esprimo la mia piena solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti della Stampa dopo il gravissimo attacco subito ieri. Colpire una redazione significa colpire la libertà di informazione, un principio fondamentale della nostra democrazia. Non può e non deve esserci alcuna giustificazione per atti violenti e di intimidazione verso i giornalisti e il loro lavoro. Questa aggressione arriva peraltro nel giorno in cui i giornalisti italiani scioperano per il rinnovo del contratto e per difendere la dignità professionale di una categoria già messa sotto pressione: un contesto che rende questi atti ancora più inaccettabili e preoccupanti. Chi compie simili azioni non sta sostenendo il popolo palestinese, vittima del genocidio perpetrato da Netanyahu con la complicità di molti governi.
Al contrario, con comportamenti violenti e irresponsabili, questi soggetti diventano i nemici della causa palestinese e complici di chi attacca chi invece manifesta pacificamente. La libertà di stampa è il primo argine contro gli abusi del potere: chi la attacca indebolisce le nostre democrazie e rafforza chi vorrebbe un Paese più silenziato, più intimorito e meno libero. Non c’è alcuna differenza tra l’assalto alla sede della Cgil del 9 ottobre 2021, ad opera di esponenti neofascisti, e quello di ieri alla redazione de La Stampa: entrambi hanno attaccato con la violenza principi fondamentali della nostra democrazia”. Così in una nota Angelo Bonelli, parlamentare AVS e co-portavoce di Europa Verde.
A Torino rafforzati i presidi davanti alle redazioni e alla Rai
Aumento dei presidi di sicurezza davanti alle redazioni e un tavolo di coordinamento in prefettura. Sono alcune delle iniziative decise oggi dal Cosp, a Torino, con i vertici degli organi di informazione all’indomani dell’attacco alla sede de La Stampa.
“Rafforzeremo il presidio anche in forma fissa, in particolare alla Rai e a La Stampa, e in maniera dinamica ad altri obiettivi” spiega il prefetto Donato Cafagna. “Insieme all’Ordine dei Giornalisti, alla Federazione Italiana Stampa, alle testate giornalistiche nazionali e alla Rai – aggiunge – abbiamo deciso di costituire un tavolo di coordinamento in prefettura aggiornato costantemente per cercare di prevenire azioni violente. Noi oggi parliamo dell’assalto alla Stampa, ma negli ultimi mesi ci sono state aggressioni nei confronti di singoli giornalisti per la strada, o aggressioni sui social. In questo momento, quindi, di fronte a questo salto di qualità nella violenza da parte di questi gruppi antagonisti, è necessario avere anche un’attività di prevenzione forte e coordinata”.
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